Artemisia Padova

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NEW OLD POLAND - Un racconto della nuova e della vecchia Polonia.

In occasione di Photo Open Up, prima edizione del festival internazionale di fotografia organizzato dal Comune di Padova, Artemisia Associazione Culturale è lieta di ospitare nella sede ChiaraColtroArte una selezione del reportage fotografico New Old Poland, di Alessandro Tegon

Dal 21 settembre al 27 ottobre visibile tutto il giorno.

presso ChiaraColtroArte via Livorno, 12 - Sacra Famiglia Padova 

 

.Le immagini raccontano la Polonia di oggi, nazione in divenire ed intrisa di forti contraddizioni, tra passato e presente, tra tradizione e rinnovamento. Il tutto secondo la visione di Alessandro, nato a Venezia nel 1977 e dedito ad un mix di fotografia di strada e reportage che lui stesso ama definire semplicemente “umanistica”. L’esposizione seguirà la durata del festival, dal 21 settembre al 27 ottobre 2019, visibile h24 in Via Livorno 12, quartiere Sacra Famiglia.

La mostra

Situata in un punto strategico del continente, la Polonia ha avuto una storia tormentata alternando periodi di indipendenza ed unità nazionale a periodi di dominio straniero e spartizione tra le potenze confinanti.
Proprio in questo 2019 ricorrono gli 80 anni dalla spartizione tra Germania ed Urss, cui seguì poi l’occupazione sovietica e l’instaurazione di un regime comunista, oltre al trentennale della caduta del muro di Berlino e quindi l’inizio della fine della divisione dell’Europa in due blocchi.
Oggi la Polonia è unita, membro dell’Unione Europea, paese libero e protagonista di un processo di rapido sviluppo che le ha fatto superare i difficili anni di transizione da un regime comunista ormai al collasso all’attuale sistema democratico. Il nuovo benessere materiale è comunque attraversato da contraddizioni e tensioni di carattere sociale ed economico sfocianti in tendenze fortemente conservatrici.
Queste fotografie sono un diario di viaggio, una raccolta di frammenti di vita e spazio del triangolo ideale formato da tre delle principali città del paese. Si tratta quindi di un racconto che attraversa la forte vocazione cattolica di Cracovia, la lotta contro l’oppressione di cui la Danzica di Solidarność è simbolo assoluto, ed infine la Varsavia del potere centrale ma anche dei movimenti contemporanei.
Ho incontrato un paese dalle forti tradizioni, in rapida evoluzione, modernissimo per molti aspetti ma che ancora mostra lo strascico del passato recente ed in cui è evidente un divario generazionale profondo. E’ come se oggi in Polonia convivessero due mondi, due visioni e due momenti storici che nonostante lo scorrere del tempo ancora si compenetrano.